Il Vallone di Rorà

Partenza ed arrivo Luserna San Marco (Luserna alta).

Lunghezza Km. 30 circa (36 con variante).

Dislivello positivo circa 1000 metri (1400 con variante).

Superato l’abitato di Luserna alta, alla rotonda di fronte allo stabilimento della Pontevecchio, prendere la strada in direzione Rorà; dopo un paio di chilometri si incontrano in sequenza prima la località Pellenchi (Peui) (Foto 1) e quindi Fucine con le sue varie borgate, nonché un bel cartello che avvisa gli automobilisti che su questa strada ci sono anche i ciclisti (Foto 2).

Si raggiunge così il comune di Rorà, a 967 m.s.l.m. (Foto 3, 4, 5, 6, 7 e 8) e anche qui nella segnaletica possiamo osservare un simpatico cartello che avvisa, sempre gli automobilisti, che in questo paese ci sono ancora dei bambini che giocano per strada.

Attraversato l’abitato, si giunge a un bivio (Foto 9) da cui dobbiamo proseguire in direzione “Parco montano“, ma non prima di esserci soffermati ad osservare la splendida meridiana in pietra situata nel piccolo spiazzo a bordo strada (Foto 10). Proseguendo, dopo alcune centinaia di metri, troviamo sul nostro percorso un altro slargo su cui sono visibili due pannelli descrittivi (Foto 11 e 12), nonché una importante testimonianza della vita passata di questo comune: una fornace dove veniva cotta la calce (Foto 13), con il relativo pannello informativo riferito a tale processo (Foto 14), fondamentale attività nei secoli passati per la gente del luogo.

Al bivio che scorgiamo poco oltre, seguiamo la direzione “Albero monumentale Borgata Rounzèi“ (Foto 15), che sarà poi la direzione da seguire anche per i prossimi incroci che troveremo.

La strada dopo poco diverrà sterrata e si inoltrerà nel bosco presentando alcune rampe di salita piuttosto ripide, quindi è opportuno preparare le gambe…

Nei bivi successivi, come detto, seguiamo sempre l’indicazione “Albero monumentale“ (Foto 16, 17 e 18), fino ad arrivare alla località “Rounzèi “ a 1251 m.s.l.m. (Foto 19 e 20).

Da Rounzèi, percorse poche decine di metri, ecco che arriviamo al famoso albero storico, cioè “Lou fraisi de Rounzèi“ vecchio di oltre 250 anni (Foto 21 e 22) e ben descritto dal cartello illustrativo di Foto 23.

Percorrendo, sempre nella medesima direzione, la strada che ora è divenuta erbosa e continua a inerpicarsi nel bosco, sfociamo in una stradina trasversale (Foto 24): chi a questo punto vuole terminare il giro in tranquillità, può svoltare a destra nella direzione del cartello indicativo “Gardoû – Fountanëtta–Fournais” (Foto 25).

Chi invece ritiene di avere ancora “gambe”, ma soprattutto curiosità, può svoltare a sinistra e percorrere la variante di cui si parlava nelle note iniziali, che permette con un percorso di circa 3 chilometri di salita ed un dislivello positivo di circa 400 metri di raggiungere il Rifugio Valanza. La strada da seguire è a questo punto unica senza svincoli di rilievo fino al bivio di Foto 26, che come si vede è ottimamente segnalato.

Continuare, quindi, in direzione “Valanza” e in pochi minuti si arriva al su citato rifugio (Foto 27 e 28) da cui, nelle giornate limpide, si gode di uno splendido panorama sulla Val Pellice e su tutta la pianura (Foto 29 e 30).

Non rimane ora che tornare sui nostri passi avviandoci in discesa sulla strada finora percorsa fino a ritornare al bivio di Foto 24 e Foto 25, a quel punto proseguire in discesa seguendo l’indicazione del cartello (Gardoû – Fountanëtta – Fournais).

Continuando a scendere seguendo sempre la stessa stradina, si arriverà ad un bivio dove si trova un altro cartello indicatore con l’indicazione “Pian Prà”: ATTENZIONE, al momento occorre ignorarlo, in quanto tale via si trova attualmente interrotta e costringe l’avventuriero a tornare indietro. Molto meglio proseguire invece ancora per qualche centinaio di metri, sino a giungere a un altro bivio a sinistra con una piccola targhetta su una pianta che ci dice essere “il percorso delle ciaspole“ (Foto 31 e 32); imbocchiamo quel sentiero sulla sinistra che con una agevole discesa ci conduce sino a Pian Prà (Foto 33 e 34).

Proseguiamo adesso la strada asfaltata in direzione di Rorà che scende rapidamente verso il paese, ma dopo alcune centinaia di metri troviamo una secca svolta a sinistra purtroppo non indicata da nessun cartello (foto 35); occorre osservare la foto 35…e seguire la direzione indicata dal ciclista ivi raffigurato. Trovata così la via, dopo una breve discesa si arriva al tempio valdese di Rorà che si affaccia sul paese (Foto 36, 37 e 38); di fianco al tempio troviamo casa Gianavello, dove (pare) visse il famoso eroe della storia valdese (Foto 39).

Proseguiamo ancora per alcune decine di metri la discesa e andiamo a sfociare sulla strada principale che attraversa il paese, svoltiamo a sinistra ed eccoci ritornati al municipio di Rorà (Foto 40 e 41).

Non ci rimane ora che seguire la strada asfaltata che in pochi chilometri di discesa ci riporta al luogo di partenza.

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