UpSlowTour è un progetto di valorizzazione e promozione del territorio pinerolese creato dall’Unione Montana del Pinerolese. Il progetto consta di un portale ove sono descritti gli itinerari cicloescursionistici creati e proposti, i quali sono dotati, sul territorio, di segnalatica, pannelli e punti di ricarica per e-bike. L’obiettivo del progetto è quello di far conoscere ricchezze ambientali e paesaggistiche a tutti gli amanti delle attività outdoor, con uno sguardo anche sul patrimonio storico, culturale ed enogastronomico del territorio.

Molti degli itinerari proposti lambiscono o attraversano o costeggiano il Pellice in uno o più punti. Di seguito questi itinerari, che potranno essere visionati cliccando direttamente sul link riportato.
Anello 2 DEI RIFUGI
Un giro “classico” e ormai molto conosciuto dell’alta Val Pellice: partendo dal centro di Bobbio Pellice si percorre la ripida strada che risale la Comba dei Carbonieri fino al rifugio “Barbara” (1.753 m), dove si trova un punto di ricarica per le e-bike. Da qui parte la sterrata ex militare che raggiunge il Colle Barant (2.373 m) e l’omonimo rifugio, da cui il panorama si apre vastissimo a 360°, delimitato dal Monviso da una parte e dalle creste di confine con la Francia dall’altra. Nei pressi è anche possibile visitare il giardino botanico “B. Peyronel”, uno dei più alti d’Europa. Dopo si scollina scendendo nella splendida Conca del Prà per raggiungere il rifugio “Jervis” (1.732 m), quindi si costeggia il corso del torrente Pellice ammirando alcune imponenti cascate e si arriva alla borgata Villanova, da cui si torna al punto di partenza.
Una variante in discesa (percorso 2A), abbastanza impegnativa, percorre il vallone dell’Autagna tramite una vecchia mulattiera militare che, con numerosi tornanti, porta direttamente sul fondovalle.
Una diramazione (percorso 2B) permette di salire all’alpeggio delle Grange della Gianna, esplorando l’omonimo vallone.
Una seconda diramazione (percorso 2C), consigliata solo a ciclisti esperti, percorre tutta la Conca del Prà salendo poi al rifugio “Granero” (2.377 m). Da qui i più allenati possono ancora salire fino ai 2.583 m del Lago Nero, proprio ai piedi del Monte Manzol.
Anello 3 SARSENÀ-CRUEL-GARIN
L’anello percorre i due versanti della valle intorno al concentrico di Bobbio Pellice: si sale dall’indritto toccando alcuni luoghi legati alla storia, alla cultura e all’architettura della Val Pellice (Sibaud, Podio, Sarsenà), per arrivare sino alla panoramica località di Serre Cruel (1.327 m). Quindi si prosegue verso il selvaggio vallone del Cruello raggiungendo l’omonimo rifugio (1.230 m), dove si trova un punto per la ricarica delle e-bike.
Da qui si ridiscende verso il fondovalle su strada sterrata oppure, con una variante più impegnativa, tramite un’antica mulattiera in mezzo ai boschi.
Ci si porta quindi sul fresco versante dell’inverso, dominato dalla Punta Garin, che può essere percorso attraverso due piste forestali, una più alta che passa dalla borgata Lauset (970 m), oppure una più bassa lungo la quale si trova un percorso naturalistico attrezzato con pannelli informativi. In entrambi i casi si raggiunge la borgata Abses e il ponte sul Torrente Pellice, da cui si torna rapidamente al punto di partenza.
Anello 4 DELLA COMBA DEI CARBONIERI
L’itinerario permette di scoprire il versante meno conosciuto e frequentato della Comba dei Carbonieri, nell’inverso della Val Pellice: attraversando pascoli e fitti boschi, si incontrano le borgate di Peyron, Forestet e Mamauro (1.320 m).
Da qui una diramazione permette di raggiungere il panoramico Alpeggio della Ciabraressa (1.741 m).
Lungo il percorso è possibile inoltre scoprire testimonianze di antiche attività estrattive. Si discende poi a Sapechiot e quindi al Ponte Pautas (1.030 m), tornando verso valle tramite una pista forestale immersa nella natura.
Anello 4 DELLA COMBA DEI CARBONIERI
Anello 6 DELLA COMBA LIUSSA
L’itinerario percorre la Comba Liussa, un vallone laterale della media Val Pellice nel cuore del verdissimo versante nord del monte Frioland, raggiungendo la panoramica località di Codissard (1.150 m).
Si prosegue raggiungendo il bivio per Ponte Sartas (910 m), da cui si scende alla borgata Fienminuto (700 m), per poi tornare rapidamente al punto di partenza.
Una variante più impegnativa si diparte da Codissard e sale fino alle baite di Plà d’amont (1.450), da cui si apre un vasto panorama sulla valle.
Una diramazione permette invece di attraversare tutto il vallone arrivando all’alpeggio di Chiot la Sella (1.356 m), in una verde radura che si apre a sorpresa tra larici e faggi.
Anello 8 PIANPRÀ – VALANZA
L’itinerario percorre tutto l’inverso di Torre Pellice, salendo dal Ponte della Bertenga (540 m) alla località Pian Prà (1.155 m), da cui si scollina nel vallone di Rorà. Quindi si prosegue, parte su pista e parte su sentiero, toccando la cava della Luetta (1.300 m), le borgate Gardour e Ivert (1.470 m), fino a raggiungere l’ex rifugio Valanza a quota 1.750 m. Da qui si possono ammirare splendidi panorami verso la pianura pinerolese, ma anche, nelle giornate limpide, fino a Torino e alle Langhe.
La discesa passa dall’agriturismo “La Palà” (dotato di punto di ricarica e-bike), quindi attraversa il Parco Montano arrivando all’area attrezzata del Bric (1.160 m). Il ritorno a valle segue dove possibile strade secondarie, concedendo ancora uno sguardo panoramico sul borgo di Luserna Alta dalla località Castello (620 m).
Due varianti permettono, volendo, di accorciare il tracciato, passando nel paese di Rorà o all’interno del Parco Montano, dove è possibile scoprire alcune curiosità botaniche (Frassino monumentale dei Rounzei) e di archeologia industriale (Ecomuseo della pietra).
Anello 12 DI FONDOVALLE
Percorso adatto a tutti, dai ciclisti esperti alle famiglie con bambini. Con dislivelli molto limitati, permette di esplorare il territorio della bassa Val Pellice e della pianura pedemontana collegando i Comuni di Bibiana, Campiglione, Bricherasio, Osasco, Pinerolo, San Pietro Val Lemina, San Secondo, Luserna San Giovanni e Torre Pellice.
Attraversando campi coltivati, vigneti e frutteti, si scoprono delicati ambienti fluviali, spiaggette appartate e canali irrigui, così come centri storici, cappelle campestri e antichi palazzi nobiliari. Una parte dell’itinerario avviene lungo la pista ciclabile ricavata sul sedime della ex ferrovia Bricherasio – Barge, mentre la parte restante dell’anello sfrutta strade secondarie a basso traffico e piste agricole.
Alcune varianti permettono di accorciare il percorso in base alle necessità e alle preferenze di ciascuno.
La via dei pastori
Il percorso è stato realizzato nel 2022 dall’Unione Montana del Pinerolese e, oltre a costituire un bell’itinerario per i cicloturisti, è stato pensato per molteplici obiettivi. Da un lato, infatti, si permette la transumanza in sicurezza delle numerose mandrie e greggi tra i Comuni dell’alta e della bassa Val Pellice, senza impattare sul traffico automobilistico lungo la strada provinciale n° 161, che percorre la vallata; da qui il nome “Via dei pastori” e la segnaletica dedicata. In secondo luogo, la pista garantisce una viabilità alternativa nel caso in cui la strada provinciale si interrompesse per eventi fortuiti o calamità naturali, isolando l’alta valle.
Si parte da Torre Pellice (zona ponte Blancio) e si arriva fino al centro di Bobbio Pellice, passando dal parco Flissia di Villar Pellice. Il tracciato, con fondo in parte sterrato e in parte asfaltato, si snoda quasi completamente sulla destra orografica del torrente Pellice, percorrendo tranquille stradine secondarie e piste forestali. In alcuni punti scende verso il corso d’acqua, in altri si immerge tra i boschi dell’inverso o i prati del fondovalle. Lungo il percorso si trovano fontane, aree attrezzate per il pic-nic e giochi per bambini. Inoltre, l’itinerario collega tra loro molti degli anelli cicloturistici del progetto “UPSLOWTOUR”.
Le strade dei Forti – Tappa 1: Villafranca Piemonte/Pinerolo
Prima tappa dell’itinerario “Le strade dei Forti”. Il percorso inizia con un piacevole tratto in pianura ricco di storia e interessanti spunti naturalistici.
Dal fiume Po, con il sentiero delle Ochette che lo costeggia, ci si sposta tra i campi di pianura e i frutteti, lungo alcuni percorsi delle Strade delle Mele fino a Cavour con la sua Rocca.
Da Cavour ci si sposta verso Pinerolo proseguendo su un percorso di pianura che tocca diversi castelli fortificati e suggestive chiese.
NOTE TECNICHE: Questa prima tappa presenta un percorso prevalentemente di pianura che permette di godere del panorama alpino e prepararsi alle tappe successive, gradualmente più impegnative. Il chilometraggio è limitato per permettere di visitare i luoghi di interesse. Il percorso si svolge in parte su strade asfaltate, in parte su strade sterrate generalmente con un buon fondo, che potrebbe peggiorare in caso di percorrenza in primavera o subito dopo periodi di pioggia. L’attraversamento di diversi centri abitati favorisce la presenza di acqua, prelevabile da fontane o distributori (casette) dell’acqua. I diversi centri abitati forniscono anche la possibilità di procurarsi alimenti. Il percorso utilizza strade secondarie a bassa percorrenza, bisogna però prestare attenzione ai numerosi incroci ed attraversamenti di strade più trafficate.
Le strade dei Forti – Tappa 1: Villafranca Piemonte/Pinerolo
Strada delle Mele
Il Pinerolese è da sempre una terra vocata alla frutticoltura di qualità. Clima, terra e acqua, sapientemente amministrate nei secoli hanno permesso di avere le migliori produzioni frutticole del nostro territorio, tutto cucito e ordinato insieme dai disegni regolari dei frutteti punteggiati di molte varietà e colori.
Una serie di percorsi ad anello attraversano i territori frutticoli di uno dei distretti agricoli più fertili e affascinanti della nostra regione. Qui sarai accolto dai profumi intensi delle mele e dei mosti in fermentazione, dai colori dei frutteti in autunno, dagli aromi della terra arata in inverno, dalle fioriture di albicocchi, peschi, ciliegi in primavera.
Il paesaggio che si attraversa è vario: pianura, collina e zona pedemontana, sono le tre grandi aree in cui suddividere i percorsi della Strada delle Mele. Ciascuno con propri itinerari, ciascuno con una diversa difficoltà e tempo di percorrenza, ciascuno segnato da un tratto paesaggistico diverso.
Di seguito si riporta la traccia e la descrizione dell’itinerario principale. Visitando il sito www.stradadellemelepinerolese.it è possibile scoprire anche i vari altri percorsi che si diramano da esso, e che si incrociano con il percorso 12 “Anello di fondovalle” di UPSLOWTOUR.
Da Pinerolo ci si dirige verso Baudenasca. Svoltando a sinistra prima della Chiesa della frazione, si giunge a Macello. Da qui si prosegue per Garzigliana. Dal paese, si seguono le indicazioni per Cavour e, attraversata la SP 589, si svolta a destra verso la fraz. Gemerello. Da qui si prosegue verso la fraz. Babano e poi, seguendo via Macello, si giunge a Cavour. Da qui si prosegue per Bibiana, svoltando a destra in Via Pellengo prima del paese. Giunti a Fenile e presa Via S. Michele, si continua per Bricherasio, svoltando a sinistra su Via Giaire e proseguendo verso il ponte della vecchia ferrovia. In corrispondenza di Cappella Moreri, si svolta a sinistra e poi subito a destra. All’incrocio con Via Godino Delio si prende a sinistra per poi girare a destra in Via Pascoli. Si prosegue su Via Airali Sup., quindi su Via Biscaretti e Via Cardonata. Da qui si svolta a destra e si prosegue verso Pinerolo.
I percorsi di Pedalapatouà in prossimità del Pellice
Pedalapatouà è un progetto sviluppato alcuni anni fa da Vivere le Alpi e Valaddo e curato da Carlo Grande, consistente in una serie di itinerari ciclo-turistici da effettuare con e-bike, alla scoperta di toponimi, luoghi storici e lingue minoritarie in Val Pellice.
Considerato il crescente interesse del grande pubblico nell’uso di biciclette e velocipedi elettriche e con pedalata assistita, si è pensato di realizzare un progetto di promozione e valorizzazione della toponomastica e della cultura locale che fosse in grado di coniugare le escursioni in e-bike e il territorio pinerolese. In tale progetto sono stati mappati, fotografati e descritti 6 itinerari che conducono il pubblico lungo vie poco conosciute della Val Pellice e della bassa Val Chisone alla scoperta di peculiarità toponomastiche e linguistiche, oltre che storico-culturali. Tali itinerari sono, infatti, la dimostrazione di come le lingue di minoranza appartengano alla categoria dei beni culturali immateriali, ma lascino delle testimonianze concrete e ben visibili su tutto il territorio in cui sono presenti.
Escursione alle Sonagliette
Alla rotatoria del ponte di Bibiana proseguire in direzione Luserna San Giovanni e dopo circa 300 metri svoltare a destra in strada Vecchia di San Giovanni. Proseguire, quindi, lungo tale strada, interamente asfaltata e al primo quadrivio che si trova, svoltare a sinistra e seguire la strada a mezza costa che poi scende e porta alla frazione San Giovanni di Luserna, qui svoltare a destra nella piazza principale, percorrendo la breve salita in cima alla quale occorre svoltare a sinistra.
Proseguire, quindi, dritto fino ad arrivare all’incrocio con via Gianavello a Luserna, svoltare a destra e, dopo aver oltrepassato la strettoia in mezzo alle case, imboccare sulla destra strada dei Peyrot che con una ripida salita porta sulla strada panoramica di Luserna. Raggiunta quest’ultima, svoltando a sinistra, si percorrerà la bella via in posizione sopraelevata rispetto alla vallata, avendo l’accortezza, una volta giunti in località Stalé, di tenere la destra e imboccare la strada per Angrogna.
Arrivati al bivio per Porte di Angrogna svoltare a destra direzione Sonagliette, durante questo tratto di salita si incontra dapprima la località “ël Bruére” a 660 m. s.l.m.(foto 2); quindi la località “Lou Piëntè“ 725 s.l.m. ove, sul lato sinistro della strada, un abitante del luogo ha creato un simpatico teatrino delle marionette; poco oltre si transita in località “Sarèt“ a 780 s.l.m. (e quindi in località “I Malèn“ 800 s.l.m.
È curioso notare, nella grafia fonetica, come sia a Lou Piëntè sia ai Malèn, la cartellonistica utilizzi una curiosa e munita sia di dieresi che di accento.
Proseguendo oltre, dopo alcune centinaia di metri di salita, si giunge a “La Fourmàgia“, metri 830 s.l.m. e al bivio occorre seguire l’indicazione a destra per le “Sounaiëtte“ e per i “Pons“. Durante questo breve tragitto si può godere di uno splendido panorama di Luserna San Giovanni e dell’imbocco della Val Pellice.
Oltrepassato il ristorante Sonagliette si scorge il caratteristico cartello toponomastico “‘L Sounaiëtte“, da cui possiamo prendere la direzione a destra per Prarostino. Dopo un centinaio di metri, al primo bivio, svoltiamo a sinistra, imboccando una strada sterrata molto scorrevole, quindi, giunti al bivio di località “Chamounha“ occorre proseguire in direzione Prarostino / Bricherasio. A questo punto del percorso, volendo, si può anche optare per una gradevole deviazione in località Pons per poi ritornare sulla stessa strada con un percorso che rimane soltanto un poco più lungo.
Proseguendo, si giunge poi al “Museo all’aperto della Pietra“, salutati da “Pietro”. Il luogo merita una salutare sosta per una visita alle belle opere che si trovano sparse sulla collina da ambo i lati della strada. Da notarsi la bella meridiana con versetto tratto dal Vangelo secondo Matteo in lingua francese, a testimonianza della tradizione valdese della valle, ma anche della cultura che vede frequentissimo l’uso della lingua francese.
Riprendendo il nostro cammino, pardon, la nostra pedalata, si prosegue sulla medesima strada e giunti al bivio successivo occorre seguire l’indicazione sulla sinistra. Dopo 350 – 400 metri di ripida salita si giunge, quindi, ai Piani di Prarostino.
Piccola avvertenza. Chi volesse faticare un po’ meno, al bivio precedente può proseguire a destra, andando a sbucare su una strada asfaltata e quindi, volgendo a sinistra e proseguendo per ulteriori 500 metri, si giunge allo stesso punto, soltanto con un giro solo leggermente più lungo, ma meno impegnativo in quanto permette di evitare il pendio.
Giunti a questo punto, si può proseguire sulla strada asfaltata che fiancheggia il ristorante in leggera discesa fino ad arrivare al bivio successivo, dove, arrivando dalla destra, bisogna fare una inversione a U e seguire la direzione Bricherasio; dopo un piacevole tratto di strada “mangia e bevi”, ovvero con dei leggeri saliscendi, si arriva al bivio che incrocia la strada che scende a San Michele di Bricherasio.
Qui troviamo la bacheca con il cartello descrittivo “La memoria e i percorsi dei partigiani“ e, una volta contemplata l’informazione storica, possiamo proseguire sulla strada a sinistra seguendo l’indicazione San Bartolomeo – Cippo Martiri del Bric.
Dopo qualche centinaio di metri si incontra una strada sterrata che svolta a destra con l’indicazione Cippo Martiri del Bric, imboccata la quale, dopo una breve discesa e un altro bivio, ove svoltare a sinistra seguendo la medesima indicazione, troviamo un agevole sentiero da seguire fino ad arrivare al Cippo, che ricorda le vittime dell’eccidio nazi-fascista del 17 novembre 1944.
Il luogo è contornato da alcune panchine dove ci si può sedere per riposare e magari…..pensare.
Fatto ciò, per continuare il nostro giro, seguiamo la direzione ”Molere“ e ai successivi bivi seguiamo sempre la direzione “San Bartolomeo“ fino ad arrivare alla suddetta località. Passata la rotatoria, scendendo a sinistra fino alla piazza dove si troveranno numerosi cartelli indicatori, seguiremo, quindi, la direzione Via Collaretto per attraversare il paese.
Una volta scollinato, nei pressi del cimitero, si inizia una dolce discesa fino a raggiungere la borgata “Coularèi“; durante questo tragitto si aprono degli splendidi panorami su Pinerolo e la sua pianura e nelle giornate più limpide anche su Torino. Attraversata la borgata inizia una ripida discesa fino ad arrivare in borgata “Poli“; da qui una svolta a sinistra in direzione San Secondo ci farà proseguire la discesa, attraversando “Borgata Roc“.
Giunti nell’abitato di San Secondo di Pinerolo, occorre svoltare a destra in Via Trieste, quindi, dopo un centinaio di metri, giriamo a destra in Via Lombarda e seguiamo la suddetta via fino a giungere al bivio di Via Rivoira Don (foto 34), dove giriamo a sinistra per poi nuovamente virare a destra dopo una decina di metri, seguendo l’indicazione “Cappella Moreri“.
Da questo momento seguiranno numerose svolte sia a destra che a sinistra comunque ben segnalate, con alternanza di strade sterrate e asfaltate, bisognerà solo fare attenzione ai cartelli indicatori e seguire sempre l’indicazione “Cappella Moreri“ sino ad arrivare in strada “Cesani Sardegna“. Da tale punto, il nostro riferimento diverrà l’indicazione “San Michele“ e sempre alternando sterrato e asfalto giungeremo a sbucare presso un pilone votivo in “strada del Gatto”.
Svoltando a sinistra in direzione Bricherasio, dopo qualche centinaio di metri, prima di entrare nell’abitato del paese, sulla destra si incontra strada “Torretti“, imboccata la quale, in direzione La Rivà, dopo un paio di chilometri “mangia e bevi” andiamo a sbucare proprio in strada “Rivà“. Da qui svoltiamo a destra, costeggiando sulla sinistra un bacino per l’irrigazione e soprattutto, trovando sulla propria destra un altro luogo della memoria, cioè la Cascina Badariotti, tragico luogo dell’eccidio nazifascista del 18 novembre 1944 ricordato da una targa e un cartello della memoria.
Dedicato l’opportuno tempo a contemplare il luogo, proseguiamo sulla nostra via sino ad una ripida discesa al termine della quale giungiamo al quadrivio di strade trovato all’inizio del nostro giro; proseguiamo ed in pochi istanti eccoci sbucare sulla strada provinciale nei pressi del ponte di Bibiana dove partimmo qualche ora fa.
Per consultare l’itinerario con la mappa del percorso, l’itinerario in francese e l’ampio corredo fotografico, visita il seguente link: Escursione alle Sonagliette –
ESCURSIONE CICLISTICA DALLA COLLINA DI LUSERNA ALLE BORGATE DI ANGROGNA
Alla rotatoria del ponte di Bibiana proseguire in direzione Luserna San Giovanni e dopo circa 300 metri svoltare a destra in strada Vecchia di San Giovanni. Proseguire, quindi, lungo tale strada, interamente asfaltata e al primo quadrivio che si trova, svoltare a sinistra e seguire la strada a mezza costa che poi scende e porta alla frazione San Giovanni di Luserna, qui svoltare a destra nella piazza principale, percorrendo la breve salita in cima alla quale occorre svoltare a sinistra.
Proseguire, quindi, dritto fino ad arrivare all’incrocio con via Gianavello a Luserna, svoltare a destra e, dopo aver oltrepassato la strettoia in mezzo alle case, imboccare sulla destra strada dei Peyrot che con una ripida salita porta sulla strada panoramica di Luserna. Giunti in cima alla rampa delle suddetta via, svoltare a destra della strada panoramica, in direzione Subilia-Albarin. Alla prima curva incontriamo il cartello descrittivo della storica Bealera Peyrota scavata dagli abitanti della collina nel lontano 1425, quindi proseguiamo per pochi metri sino a trovare un bivio ove prendere la direzione a sinistra che sale alle località Barma – La Rocca – Prassuit – Ciò D’Mai.
In cima alla prima rampa della salita ignoriamo la svolta a sinistra e proseguiamo dritto, incontreremo quindi la località Pissa e a seguire Cà Bianca; dopo alcune centinaia di metri ci troviamo ad un bivio purtroppo senza nessuna segnalazione ove bisogna continuare a sinistra in salita, magari prendendo come riferimento la pregevole scultura in legno che si trova nel prato a sinistra.
Passeremo quindi nell’ordine in località Rocca Cordera, a Prassuit e quindi al Brich Ciò D’ Mai; purtroppo è inutile soffermarci a cercare il punto panoramico descritto dal cartello in quanto la vegetazione, lasciata libera di crescere, è andata a occultare il bel panorama sulla bassa val Pellice.
Si può porre rimedio alla cosa avanzando ancora alcune decine di metri, quando, nel pieno della località Ciò d’Mai o Ciod Mai, sulla nostra destra si apre uno scorcio panoramico sulla vallata di Luserna, sempre che si abbia la fortuna di incappare in una giornata limpida.
A questo punto si scollina e la strada diventa sterrata e presenta subito un bivio senza indicazione, ove occorre tenere la destra e procedendo in piano incontreremo la località Ponsa e di seguito la borgata Castelluzzo, ove rinveniamo anche un cartello descrittivo di un episodio della guerra di liberazione. Procedendo, poi, per appena qualche metro troviamo la località Favarot.
Da qui prendendo la direzione località ai Piani, ci inoltriamo nel bosco, attraversando Costalunga e ignorando un paio di deviazioni a destra che portano solamente a delle abitazioni isolate. Continuiamo a salire sulla sterrata principale, in alcuni punti abbastanza ripida, finché non si va a sfociare su un’altra sterrata trasversale dove i cartelli ci comunicano come ci si trovi sul percorso delle Sonagliette; da qui svoltiamo a sinistra e proseguiamo per circa 2 Km, sino a giungere ad un incrocio ove occorre girare a destra e con un breve tratto raggiungere la località ‘L Sounaiëtte. Qui giriamo attorno all’omonimo ristorante e imbocchiamo la strada asfaltata in discesa che ci porta all’incrocio di località La Fourmàgia a 830 m.s.l.m., dove con una inversione a U prendiamo la destra in direzione Porte d’ Angrogna – Vaccera.
Riprendiamo, così, a salire sulla strada asfaltata e raggiungiamo per prima la località Lou Martèl 885 m.s.l.m. dove sulla sinistra vediamo una casa che, con una scritta un po’ deteriorata dal tempo, ci dice il suo anno di costruzione (1890) e la sua antica destinazione (Locanda Martel); nella curva successiva c’è un bivio, ma noi continuiamo a salire seguendo le indicazioni Passel – Porte di Angrogna – San Lorenzo – Vaccera e dopo circa 1 Km. raggiungiamo Lou Pasèl (920 m.s.l.m.), trovando sulla sinistra l’omonimo ristorante e centro sportivo.
Proseguendo raggiungiamo le Porte di Angrogna o Ël Porte d’Ëngreùnha (921 m.s.l.m.) che è anche la nostra odierna “Cima Coppi”, ovvero il punto più elevato dell’escursione. Proseguendo, infatti, giungiamo ad un incrocio dove scolliniamo prendendo alla nostra sinistra la via più agevole, che ci conduce in discesa attraverso le località Revellera (L’Arvléra) 920 m.s.l.m., Bonetton, dove troviamo anche un simpatico e forse tristemente reale cartello che ci dice come in alcune occasioni siano meglio le bestie che gli uomini. Troviamo poi la località Verné (Lou Vërné) 890 m.s.l.m., dove scorgiamo anche una “scuoletta” Beckwith, quindi attraversiamo la località Prassuit (Preisùch) 880 m.s.l.m., con un toponimo che è soltanto omonimo di quello già attraversato in salita che, tuttavia, si trovava nel comune di Luserna San Giovanni.
Proseguendo la discesa, in prossimità di un tornante a sinistra, operiamo una deviazione seguendo l’indicazione Odin – Ghièisa d’la tana – Carlevà. Attraversiamo, quindi la Carlëvà e proseguiamo in direzione Guieiza o Ghièisa d’la tana – Odin – Chanforan; arrivati ad un ampio spiazzo continuiamo a seguire le medesime indicazioni, sino a quando la strada diviene un comodo sentiero nel bosco con dei leggeri saliscendi. Dopo qualche centinaio di metri incontriamo un cartello descrittivo che descrive brevemente la “Guieiza d’la tana”, luogo simbolo della storia dei valdesi; di fianco al cartello scende sulla sinistra un sentiero lastricato di pietre che porta alla grotta, chiamata appunto “Guieiza”. Attenzione se si vuol scendere questo sentiero conviene farlo a piedi in quanto piuttosto ripido e se bagnato può essere parecchio scivoloso.
Continuando il percorso nel bosco passiamo vicino ad un originale e particolare “punto sosta” ricavato ai piedi di un’enorme roccia; all’uscita dal bosco ci troviamo davanti la borgata Odin purtroppo senza nessun cartello segnalatore, ma lo deduciamo dalla presenza di un’altra scuola Beckwith, quella degli Odin – Bertot; da qui proseguiamo ancora pochi metri e proseguendo in salita in prossimità dell’incrocio, giungiamo al monumento di Chanforan, uno dei principali luoghi storici della religione Valdese.
Da qui giriamo la bici e ripercorriamo i nostri passi sino all’incrocio precedente (foto 45), ma questa volta svoltiamo a destra e con una ripida discesa di qualche centinaio di metri arriviamo a sbucare su un’altra strada asfaltata trasversale; svoltiamo quindi a sinistra e dopo un paio di chilometri giungiamo nel capoluogo di Angrogna, cioè San Lorenzo, dove sulla piazza troviamo una pregevole fontana con vasca in pietra ubicata dove nel medioevo si trovava la “Pèira d’i debi”, un’antica gogna medievale; sulla parete della “Scola” possiamo ammirare una bella meridiana con relativa descrizione e appena in fondo alla piazza troviamo il Municipio o “Cumùna”.
Imbocchiamo ora la strada provinciale 163 che ci riporta verso la pianura; attraversiamo “I Bësoún“ 720 m.s.l.m., “I Ràgiou“ 697 m.s.l.m. e sempre seguendo la strada principale arriviamo a un tornante sulla destra dove troviamo all’esterno della curva il cartello direzionale per la strada panoramica, prendiamo quella direzione e dopo circa 1 Km. ci ritroviamo all’incrocio con strada dei Peyrot dove avevamo iniziato il nostro giro. Svoltiamo a destra in discesa e non ci resta che ripercorrere a ritroso la parte di percorso fatta all’inizio e ritornare al ponte di Bibiana dove prese il via il nostro itinerario.
Per consultare l’itinerario con la mappa del percorso, l’itinerario in francese e l’ampio corredo fotografico, visita il seguente link: Escursione dalla collina di Luserna alle borgate di Angrogna –
ESCURSIONE CICLISTICA ALLA SCOPERTA DELLE BORGATE DI PRAMOLLO
Il percorso di avvicinamento parte da Bibiana, quindi attraversa il comune di Bricherasio, prosegue sulla strada provinciale 164 per attraversare poi il comune di San Secondo; dopo la discesa da San Secondo verso Miradolo, si imbocca la SP166, comunemente chiamata “la strada dell’inverso” e la si segue tenendo sempre la destra orografica del torrente Chisone fino a superare l’abitato di San Germano.
Arrivati al bivio con la SP168, la si imbocca proseguendo in direzione Pramollo; la strada inizia adesso a salire decisamente e si incontra quasi subito la borgata Roccia, oltrepassata la quale, dopo un km circa, incontriamo il cartello che ci dà il benvenuto o meglio, il Benvëngú a Prâmôl. Dopo circa 2 km. incontriamo il primo nucleo abitato che forma il comune, cioè Rue o Lâ Roua; sempre seguendo la strada principale attraversiamo l’abitato e uscendo incontriamo un artigianale cartellone in legno che ci dà le indicazioni necessarie per proseguire. Continuando la nostra strada in direzione Museo valdese – colle del Lazzarà troviamo subito il borgo Cortili o Courtìël.
Proseguendo oltre, dopo circa 2 km troviamo un bivio dove prendiamo la direzione verso Pomeano; la strada adesso si impenna con una notevole pendenza ma, in compenso, offre in alcuni tratti un bel panorama sulla vallata.
Percorsi altri 2 km. raggiungiamo la località Pomeano o Peûmian, dove troviamo anche un interessante cartello descrittivo della località e soprattutto una splendida vasca lavatoio in pietra.
Giriamo la bici e ritorniamo sulla strada percorsa che con una ripida discesa ci riporta al bivio dove avevamo deviato per raggiungere Pomeano; questa volta svoltiamo a sinistra e riprendiamo a salire; troveremo per prima le caratteristiche località Tornini o Li Tournîm, quindi la località Allieri o Lh’ Alìe, sino a giungere a dei cartelli, posti sulla nostra sinistra, che indicano e descrivono la località Ticiun o Tichoun, raccontandoci la triste pagina di storia di una delle tante stragi naziste perpetrate durante la guerra di liberazione. Purtroppo da informazioni rinvenute in loco, il sentiero per arrivare al luogo parrebbe essere praticabile solamente a piedi, quindi, ripromettendoci un secondo giro pedonale in tale località, proseguiamo la salita lungo la strada principale fino a raggiungere la borgata Pellenchi o Li Plénc dove troviamo, tra l’altro, una bella fontana in pietra proprio di fronte al monumento ai caduti; dopo una breve sosta per rifornire la borraccia di acqua fresca, riprendiamo la strada in direzione Ruata, località che si vede appena poco più alto.
Raggiunta Ruata, o La Ruâ, incontriamo immediatamente il vecchio tempio valdese con un pannello che ce ne racconta la storia e di fronte ad esso una splendida vasca fontana in pietra, stupendamente ristrutturata fa bella mostra di sé al di sopra della strada. Con un breve giro sulla piazza del paese troviamo due simpatiche sculture artigianali in legno e poco oltre, un parco con il nuovo tempio valdese, di fronte al quale è posto il monumento ai caduti di tutte le guerre.
Una breve sosta su una panchina e possiamo riprendere all’inverso la strada percorsa, così da ritornare a fondo valle e quindi a San Germano e così, a ritroso, lungo il percorso di avvicinamento fatto all’andata.
Per consultare l’itinerario con la mappa del percorso, l’itinerario in francese e l’ampio corredo fotografico, visita il seguente link: Escursione nelle borgate di Pramollo –
ESCURSIONE CICLISTICA ALLE BORGATE DI VILLAR PELLICE
Ad avviso di chi scrive, la via migliore per risalire la val Pellice consiste sempre nelle strade alternative, non eccessivamente trafficate, per cui in questo caso si consiglia, dopo la rotonda del ponte di Bibiana in direzione Luserna, di girare a destra in strada vecchia di San Giovanni sino ad arrivare ad un quadrivio; a questo punto girando a sinistra e seguendo la strada a mezza costa sul colle Uliveto, giungiamo agevolmente alla frazione San Giovanni di Luserna. Qui, svoltando a destra nella piazza principale, percorriamo una rapida salita che ci conduce a un incrocio ove teniamo la sinistra. Percorrendo, in questo modo, strada delle Fornaci, giungiamo sino all’incrocio con via Fuhrman, svoltiamo a destra e dopo esser transitati nella strettoia in mezzo alle case continuiamo a seguirla su un tratto pianeggiante fino all’incrocio con la SP163, attraversata la quale possiamo proseguire dritto, passare innanzi a Villa Olanda e dopo una breve discesa immetterci sulla SP161 ed entrare, quindi nell’abitato di Torre Pellice. Appena passata la località Appiotti, il semaforo e il ponte sul torrente Angrogna, conduciamo tranquillamente la nostra bicicletta attraverso il centro storico del paese nella zona a traffico limitato, in quanto ivi è consentito il transito in bici (a velocità limitata!).
Tale percorso ci consente di attraversare tutto il centro e passare nel cuore della capitale valdese, con il museo, il collegio e il tempio. Proseguendo, poi, attraversiamo la frazione Santa Margherita e imboccata, sulla destra, via Gay, percorriamo una salita che in breve ci conduce sino all’’ospedale valdese.
Da qui siamo ora obbligati a reinserirci sulla strada principale della vallata, la SP161 che seguiremo fino ad entrare nell’abitato di Villar Pellice. Dopo aver passato il ponte sul rio Rospart, infatti, al termine della breve salita occorre tenere la destra e dopo aver costeggiato il campeggio giungiamo di fronte al tempio valdese. A questo punto troviamo una deviazione a destra con un cartello indicante le frazioni che si possono raggiungere; imbocchiamo questa stradina, che diventa subito parecchio ripida e con alcuni tornanti porta al di sopra dell’abitato, sino a permetterci di raggiungere, dopo poco più di due km. dal tempio valdese, la località Ucciuire a 902 m.s.l.m.. Qui sulla parete di una casa vediamo una bella meridiana con una simpatica frase nel patouà locale (lou tëmp pasa, pasë-lou bén – il tempo passa, passatelo bene) e un bel lavatoio sulla cui pietra frontale è incisa la data di costruzione.
Dopo aver riempito la borraccia di acqua fresca proseguiamo la salita, arrivando ad un primo bivio ove teniamo la direzione Maussa – Bessè; direzione che continuiamo a seguire anche al seguente bivio, distante alcune centinaia di metri. Dopo un breve tratto di strada giungiamo alla località Maussa dove troviamo un caratteristico lavatoio.
Appena oltre, incontriamo un altro bivio, da cui prendiamo la direzione Catalan – Garin (anche perché in direzione Bessè è impossibile proseguire in bici); sottolineiamo di notare sin da ora i colori di indicazione sul cartello, bianco-rosso, poiché più avanti tale particolare ci tornerà utile!
La strada adesso è sterrata e in discesa e si inoltra decisamente nel bosco conducendoci ad un altro incrocio in cui continuiamo a seguire la direzione Catalan – Garin. Attenzione adesso la strada diventa un sentiero con una discesa parecchio ripida e scivolosa a causa delle molte foglie presenti, prestare attenzione, inoltre non ci sono più cartelli ad indicare la direzione ma seguendo le tracce bianco-rosse tracciate sui massi non ci si può sbagliare.
Le difficoltà della discesa sono compensate dai bellissimi panorami che si aprono di tanto in tanto sulla vallata; passiamo ad un certo punto vicino ad un caratteristico masso che sembra appoggiato nel vuoto, completamente scavato com’è nella parte inferiore. Giungiamo, poi, ad un bivio senza alcuna indicazione, ma con solo, sulla destra, un cartello di “proprietà privata”. Prendiamo quella direzione, transitando nei pressi di una baita, e notiamo come il percorso torni ad essere una stradina sterrata facilmente percorribile. La seguiamo sino a sfociare su strada asfaltata nei pressi del Bed and Breakfast “Ai Fontana”, qui svoltiamo a destra e dopo breve tratto giungiamo alla borgata Piantà, da cui, dopo un breve tratto, scendiamo rapidamente sulla SP161 appena più a valle dell’abitato di Bobbio Pellice, che raggiungiamo svoltando a destra. Attraversato l’abitato sino alla piazza del comune consigliamo un momento di ristoro: sia per riempire la borraccia alla fontana, sia per effettuare una capatina all’ufficio turistico, sulla cui parete laterale spicca il cartellone illustrativo dell’Atlante della Opere Fortificate fatto installare dalle Associazioni culturali La Valaddo e Vivere le Alpi, che può dare dei suggerimenti per altre eventuali escursioni.
Per il ritorno a valle, poi, suggeriamo di svoltare a destra in fondo alla piazza imboccando la strada che dopo un centinaio di metri scavalca il torrente Pellice. Subito dopo svoltiamo a sinistra e imbocchiamo la strada dell’inverso che ci porta con una dolce discesa seguendo le indicazioni “Le strade dei Valdesi” ad attraversare le frazioni Inverso Cognetti, Inverso Fiemminuto e Inverso Buffa. Dopo aver nuovamente attraversato il Pellice, giungiamo al Parco Flissia al di sotto dell’abitato di Villar Pellice; qui seguiamo l’indicazione delle frecce attraversando il parco e raggiungiamo un bivio sulla sinistra con l’indicazione Ecomuseo Feltrificio Crumière, dove svoltiamo seguendo l’indicazione e con una breve salita arriviamo all’Ecomuseo. Proseguiamo sulla leggera salita ed eccoci sbucare sulla piazza di Villar Pellice, da cui, svoltando a destra, in poche centinaio di metri ritorniamo sulla SP161 che avevamo percorso a salire. A questo punto non ci resta che seguire a ritroso il percorso fatto all’andata e torneremo al punto di partenza al ponte di Bibiana.
Per consultare l’itinerario con la mappa del percorso, l’itinerario in francese e l’ampio corredo fotografico, visita il seguente link: Escursione nelle borgate di Villar Pellice –
ESCURSIONE CICLISTICA PRALAROSSA – PRAROSTINO
Partendo da Bibiana alla rotonda dopo il ponte prendere direzione a destra verso Bricherasio sulla SP161; entrare nell’abitato di Bricherasio ed attraversarlo, proseguendo verso San Secondo di Pinerolo sulla SP164. Oltrepassato il centro, subito dopo la discesa verso Miradolo imbocchiamo sulla sinistra la SP166 comunemente chiamata strada dell’inverso e la percorriamo, sempre sulla destra orografica del Chisone, fino a raggiungere la località Ponte Palestro o Pount d’lâ Jaira. Qui, appena passato il piccolo abitato, troviamo una deviazione sulla sinistra indicata dal cartello di foto 3 e prendiamo la strada che inizia a salire.
In tal modo raggiungiamo quasi subito la frazione Fossat, in cui troviamo un bivio in cui continuiamo in direzione del ristorante, giungendo poco dopo alla borgata Turina. Dopo appena pochi metri ci troviamo ad un nuovo bivio dove, pur non essendoci nessun cartello direzionale, prendiamo la direzione a destra.
Passiamo alla borgata Roncaglia, quindi arriviamo alla borgata Castellazzo, che si trova all’inizio di un breve pianoro, al termine del quale troviamo sulla destra una edificio in ristrutturazione che ci dice essere stato una scuola elementare, quando negli anni passati la montagna era ancora maggiormente popolata; sulla sinistra, poi, troviamo la borgata Garossini, ove è presente un pannello che descrive brevemente la storia della località.
Continuiamo a salire raggiungendo così la borgata Bauciaria oltrepassata la quale raggiungiamo un bivio dove troviamo una deviazione a destra; qui ignoriamo tutte le località elencate (poiché poste in una strada cieca) e svoltiamo invece a sinistra continuando a salire. Ora la strada si inerpica a tornanti regalandoci però dalla borgata Brich (foto 17) degli splendidi panorami sulla val Chisone sottostante.
Raggiungiamo la borgata Rosbello o, come ci dice un cartello più artigianale Rouzbèl d’amount e con un altro sforzo raggiungiamo, dopo poco più di 4 km dal ponte Palestro, la bella conca erbosa di Pralarossa, da cui possiamo anche vedere in lontananza la prossima meta del nostro giro: San Bartolomeo di Prarostino.
Prendiamo adesso la direzione Prarostino ed iniziamo a scendere, trovando ad un certo punto il cartello che ci conferma essere entrati nel comune di Prarostino. Nella stessa foto, tuttavia, possiamo vedere che San Bartolomeo è ancora dall’altra parte della vallata, quindi continuiamo la discesa; transitiamo alle borgate Vernetti, Losera, Romani di Rocca Piatta e arriviamo in borgata Rostagni, dove troviamo una deviazione sulla destra con indicazioni “ Tempio Valdese e Cimitero di Roccapiatta”. Dal momento che trattasi di uno dei più antichi templi valdesi delle vallate è doverosa una visita, pertanto operando una deviazione a destra di poche centinaia di metri giungiamo al suddetto tempio con contiguo cimitero. Sulla parete laterale del Tempio troviamo un cartello che ne descrive la storia, iniziata addirittura con la prima costruzione in quel sito nel 1592, con poi numerose distruzioni durante le guerre di religione e le successive ricostruzioni.
Percorriamo a ritroso la strada e ritorniamo alla borgata Rostagni dove avevamo deviato e riprendiamo a scendere. Durante la discesa incontriamo ancora le borgate Chiarvetto e Campaccio e arriviamo all’incrocio con la strada che scende da San Bartolomeo svoltiamo a destra e dopo pochi metri attraversiamo un ponticello con un altro cartello, che ci dice chiaramente la direzione da seguire. Riprendendo, quindi, a salire, passiamo per la borgata Milone o Miloun e dopo un paio di km ed eccoci giungere al capoluogo di Prarostino, San Bartolomeo, o come ci diceva il cartello di foto 38 “San Bartroumè“.
Dopo alcune decine di metri, prima di arrivare sulla piazza, svoltiamo a destra seguendo la direzione Angrogna – Bricherasio – Via Piani e con alcune centinaia di metri arriviamo ad una piccola rotonda dove continuiamo a seguire la direzione Bricherasio – Angrogna. Tutto ciò non prima di esserci soffermati un momento ad osservare il monumento in ricordo della guerra partigiana cioè il “Faro di Prarostino“, nonché lo splendido panorama che si apre alla sua destra. Ci troviamo ora ad affrontare una breve ma ripida salita a cui segue un breve pianoro che ci porta ad un bivio dove le strade si dividono; seguiamo a sinistra la direzione Bricherasio che ci porta in un paio di km a trovare una deviazione sulla sinistra con un ben visibile cartello che indica direzione Bricherasio e ci conduce, con una bella discesa, verso il fondo valle.
Dopo circa 4 km di discesa troviamo, su un piccolo pianoro alla nostra destra, la chiesetta di Santa Caterina, sul cui piccolo sagrato possiamo ammirare un pregevole tavolo in pietra il cui piano superiore è costituito da un’unica pietra lavorata su cui sono indicati i quattro punti cardinali. Proseguendo la discesa giungiamo in località San Michele di Bricherasio; qui svoltiamo a sinistra e passiamo davanti alla relativa chiesa, proseguendo poi sulla strada principale in direzione di Bricherasio fino ad arrivare all’incrocio sulla destra con via Torretti, dove svoltiamo in direzione La Rivà.
Qui giungiamo dopo un paio di km e quindi svoltiamo a destra per giungere, dopo qualche centinaio di metri, a costeggiare sulla sinistra un laghetto per irrigazione e di seguito la cascina Badariotti, tristemente “famosa“ in quanto teatro di uno dei più efferati eccidi nazi-fascisti avvenuti durante la guerra di liberazione. L’episodio è ricordato da una targa e un cartello della memoria.
Proseguendo oltre, dopo aver scollinato, percorriamo ancora un ripido tratto di discesa fino ad arrivare ad un quadrivio di strade dove proseguiamo dritto e seguendo sempre la strada asfaltata andiamo a sbucare sulla SP161 in prossimità della rotonda del ponte di Bibiana da cui avevamo iniziato il nostro giro.
Per consultare l’itinerario con la mappa del percorso, l’itinerario in francese e l’ampio corredo fotografico, visita il seguente link: Escursione Pralarossa – Prarostino –


