QUANDO L’AIGO “NON è DOUSO”: tra alluvioni e tragedie

22 maggio 1814

La piena del Pellice asporta il ponte sull’Angrogna in località Appiotti: è la terza volta in 35 anni (dopo il 1780 e il 1791), quindi si decide di ricostruirlo 50 metri più a valle. A Torre Pellice salta anche il ponte del Ciambone.

17 ottobre 1839

Una frana nei pressi del rio Pissai in località Franchino a Luserna, travolge una casa e causa due vittime. La piena del Pellice è disastrosa e provoca diverse esondazioni, da Luserna verso valle. L’erosione del fondo e la sottoescavazione delle pile fa crollare il ponte di Bibiana, con conseguente divisione dei flussi: il ramo principale punta sulla destra orografica, aprendo diverse brecce nell’argine; un ramo secondario si scava una via verso sinistra, esondando a ridosso di Calliera (Bricherasio) e di Alberetti (Garzigliana). Questo tratto del Pellice è arginato proprio in seguito all’alluvione del 1839. […]

Ottobre 1857

Il Pellice esonda in più punti.

20-22 ottobre 1872

Esondano sia il Chisone sia il Pellice […]

1890

Crollo del Ponte della Bertenga, poi ricostruito con pilastri in pietra e muratura.

2-4 ottobre 1896

Frane nei terreni in pendenza, allagamenti in quelli pianeggianti. Il Pellice esce dagli argini nei territori di Fenile, Campiglione e Cavour, dopo aver abbattuto – più a monte – il ponte di legno di Ruata dei Bruni (ovvero Blancio, Torre Pellice) e minacciato seriamente i ponti della Bertenga (Torre Pellice) e di Luserna (quasi isolati nell’antico letto, dopo che il torrente se n’era aperto uno nuovo). […]

5 giugno 1910

Allagamenti e danni da Bobbio Pellice alla pianura. Il Pellice abbatte o danneggia tutti i ponti della valle, salvo quello di Malpertus a Bobbio e quello di Luserna. Travolto a Torre Pellice un edificio in zona Blancio. Un reparto di Artiglieria salva una vedova e tre bambini la cui casa è isolata dalle acque in località San Ciò. Dramma sfiorato sulle alture di Luserna San Giovanni, dove il Luserna devasta le cave e le case operaie in località Mugniva, trasformando la strada nel suo nuovo letto per due chilometri. Essendo domenica, nessuno è al lavoro: sarebbe stata una strage. Perfino il canale Pralafera esonda alla Murisa e porta via un pezzo di ferrovia. Agricoltura in ginocchio a Bricherasio (tracimazione in regione Giaire: alcuni danno la colpa al terrapieno della ferrovia Bricherasio-Barge), a Fenile (allagate anche diverse case), a Garzigliana (fuoriescono il Chiamogna e il Chisone) e a Cavour (allagamenti a C. della Gherma). L’alluvione causa indirettamente tre vittime una settimana dopo. Tre bambini, tra i 10 e i 13 anni, scivolano nei pressi del ponte abbattuto della Bertenga e vengono portati via dalla corrente.

23-24 settembre 1920

Una catastrofica alluvione causa sei morti a Bobbio Pellice. Una frana in località Costa Sandron blocca il corso del rio Cruello, formando un invaso. L’improvviso svuotamento provoca un repentino ingrossamento del Pellice, che alle 5 del mattino del 24 si sfoga sulla destra orografica, travolgendo l’abitato di Absès. Le sei vittime, tra cui una bambina, sono sorprese nel sonno. Annegano numerosi capi di bestiame. Distrutta la borgata Payant: gli abitanti si mettono al sicuro. Il centro si salva grazie alla cosiddetta “diga di Cromwell”. Più a valle sono asportati i ponti della Bertenga e di Blancio/Ruata dei Bruni (a Torre Pellice), mentre resiste miracolosamente quello di Luserna. Il torrente si allarga e cambia sede in più punti. Devastati molti fertili prati. […] L’11 e 12 ottobre dello stesso anno, una nuova piena, sia pur minore, minaccia il centro di Villar Pellice e la fabbrica Crumière.

31 ottobre – 3 novembre 1945

Frane ed esondazioni dei rii mettono in ginocchio le vallate piemontesi, già provate duramente dalle conseguenze della guerra. A Torre Pellice crollano due case e si registrano seri danni soprattutto al ponte degli Appiotti e alla confluenza dell’Angrogna nel Pellice. Due le vittime, avvicinatesi troppo alla sponda erosa che frana sotto i loro piedi. Il corso del Pellice si sposta a sinistra, porta via il ponte della Bertenga, distrugge il canale comunale di Torre Pellice e minaccia il cimitero. A Luserna San Giovanni è abbattuto il ponte sul Pellice: quattro morti. Gravi esondazioni interessano il tratto di pianura. […]

1-4 maggio 1949

Piogge torrenziali spazzano via le “pianche” del ponte della Bertenga, distruggono il canale della Cooperativa elettrica di Torre Pellice e mettono in grave crisi il nuovo ponte sul Pellice di Luserna San Giovanni, ricostruito dopo l’alluvione del 1945 e definito da Il Pellice esteticamente perfetto ma ‘inadatto a resistere alla furia devastatrice della corrente’. […] Diverse borgate di Garzigliana sono isolate dalle acque di Pellice e Chiamogna.

12-17 giugno 1957

Diversi giorni di pioggia devastano le valli vicine. L’alluvione sembra risparmiare la Val Pellice (fatta eccezione per i ponti di Villar Pellice). Invece, alle 13 del 16 giugno, un nubifragio, accompagnato da una fitta grandinata, causa gravissimi danni all’agricoltura in Val Pellice, a San Secondo, a Osasco e a Pinerolo, facendo tracimare i canali e i rii minori. Lamentano le peggiori conseguenze Bobbio Pellice (soprattutto verso Villanova e nella Comba dei Carbonieri), Luserna San Giovanni e Bibiana (dove il rio Secco esonda presso la Parrocchia vecchia e dove vengono salvati sei anziani bloccati in una casa di riposo).

18-20 maggio 1977

La pioggia torrenziale si abbatte sulla Val Pellice per 37 ore: la stazione pluviometrica di Pradeltorno (Angrogna) registra in questo lasso di tempo un accumulo di 276 mm, con una punta massima oraria di 29 mm la sera del 18. Quasi tutti i rii conducono a valle materia alluvionale: in particolare il Cruello a Bobbio Pellice, il rio di Garin (dove si verifica una colata di fango e detriti) e il Rospart a Villar Pellice, l’Angrogna, tra Angrogna e Torre. Il Pellice cambia percorso in più punti. Verso le 20.30 del 18 si registra il colmo della piena del Pellice al ponte Nuovo (o ponte di Bibiana), con una portata di 900 metri cubi al secondo. Esondazioni si registrano a Bobbio Pellice, Villar Pellice e Torre Pellice, nell’area industriale: travolta anche la pista di pattinaggio. Altre esondazioni si verificano nel tratto di pianura, ad Alberetti inferiore, Malano, Gemerello, Castellazzo basso, Baracche, Airaudi e Miglioretti. Sono lesionati il ponte della Bertenga (Torre Pellice) e il Ponte Pietra (Lusernetta), mentre sono abbattuti quelli della Giornà (Bobbio) quello di Blancio (Torre Pellice, che resisteva da tanto tempo), quello di Montebruno (Garzigliana) e soprattutto il Ponte Nuovo (di Bibiana), dove, la sera di giovedì 19 sono travolte dal torrente sette persone, tra cui il sindaco di Campiglione Fenile. Il bilancio dei danni stilati dalla Comunità Montana Val Pellice ammonta a 9,5 miliardi di lire per le opere pubbliche e 2,7 per i privati.

31 marzo-2 aprile 1981

A Torre, il Pellice allaga i campi a Pra le Brue, l’Angrogna porta via l’argine sinistro prima e dopo il ponte degli Appiotti, minacciando il palaghiaccio, mentre una frana incombe su diverse case in località Inverso Rolandi. A Luserna San Giovanni danni al ponte e allagati gli impianti sportivi. Sgomberate 15 famiglie. A Cavour, asportato il ponte-passerella per Zucchea.

14-16 ottobre 2000

Il ciclone Josephine si abbatte sul Piemonte. A Villar Pellice l’erosione minaccia le abitazioni di Fienminuto. A Torre Pellice, il Pellice porta via il rilevato d’accesso al ponte Bertenga, danneggia quello di Blancio, crea un’ansa poco a valle e porta via due pilastri del palaghiaccio del Filatoio, facendo cadere la copertura di legno. A Luserna San Giovanni asporta un tratto del percorso cicloturistico e travolge un edificio al Bocciardino. […] Una frana investe una casa a Malpertus (Bobbio), due case inagibili a Miradolo. Gravissimi danni all’agricoltura a Bricherasio, Campiglione Fenile (dove il Pellice si è scavato un nuovo alveo verso la destra orografica), Garzigliana e Cavour.

La devastazione portata dal Pellice presso i campi sportivi e la via ciclopedonale di Luserna San Giovanni – Fotografie di Carlo Grande – ottobre 2000
I danni al palaghiaccio del Filatoio di Torre Pellice – Fotografie di Carlo Grande – ottobre 2000
28-30 maggio 2008

La Val Pellice è tra le zone più colpite. Al Colle Barant (Bobbio), nella sola giornata del 29, si accumulano 312,2 mm di pioggia (425,8 mm in tre giorni). Una colata detritica in corrispondenza del rio Cassarit si abbatte su borgata Garin a Villar Pellice. Una casa viene completamente distrutta, altre sono danneggiate. Travolte alcune auto che transitano sulla Provinciale sottostante. Quattro i morti: tre abitanti della borgata e un automobilista. Gravi danni, sempre a Villar Pellice, lungo il corso del Rospart. Il Pellice abbatte parzialmente il ponte della Bertenga (Torre Pellice) e danneggia una spalla del ponte di Montebruno (Garzigliana). Asportato il guado di Zucchea (Cavour).

3-8 novembre 2011

Sei giorni di pioggia causano l’ennesimo abbattimento, sia pure parziale, del ponte della Bertenga (Torre Pellice): è l’unico a cedere in tutta la regione. L’estate siccitosa riduce le conseguenze per i versanti. Esondazioni del Pellice a Bricherasio, Campiglione Fenile e Garzigliana, con danni all’agricoltura e minaccia alle abitazioni, soprattutto in località Ghiaie e Alberetti.

21-25 novembre 2016

Sul Pellice sono diversi i punti di erosione e tracimazione, ma i ponti reggono (sono abbattuti il guado provvisorio della Bertenga di Torre Pellice e quello di Zucchea a Cavour). Una casa è gravemente danneggiata da una frana a Rorà: salvi gli occupanti. Colate detritiche su tutta la collina, con particolari danni ad Angrogna. Diverse famiglia evacuate a titolo di precauzione a Villar Pellice, Torre Pellice, Bricherasio, Campiglione Fenile. […].

Agosto 2017

Inaugurazione del nuovo ponte Bertenga

Tutti i dati e le notizie sopra riportate sono tratte fedelmente da L’Ora del Pellice, anno 2, numero 3, Primavera 2017 “Vivere sicuri”, giornalibro edito dall’Associazione di Promozione Sociale Hari.

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